Ho già introdotto l’argomento e sottolineato l’importanza dell’ A/B Testing per massimizzare le tue conversioni, (ti ricordi dell’articolo legato alla strategia degli A/B test?  Scopri come aumentare le conversioni con l’ A/B Testing)

Oggi la mia intenzione è quella di mostrarti 8 esempi pratici, con relaviti risultati, di A/B Test vincenti.

Se uno dei tuoi obiettivi è quello di ottenere il massimo profitto dalla tua attività online, una delle strategie più importanti è quella di aumentare le conversioni del sito web. Un ottimo modo per comprendere come aumentare le conversioni è quello di fare degli A/B Test (o Split test) e scoprire quale strategia, copy (redazione creativa di testo e contenuti) o design risulta essere più performante. Ma ricorda: ogni business è unico, e, talvolta, le strategie standard possono fallire.

Ho dunque preso in considerazione 8 esempi di A/B test che hanno portato a risultati sorprendenti, pur attuando semplici modifiche sul sito web; risultati che sfidano ogni comune conoscenza di marketing.

Eccoli qui.

1. Aumento del 400%  di conversione rimuovendo il “badge security”

L’opinione comune, nel marketing, rivela che l’aggiunta di immagini relative al badge di sicurezza e l’aggiunta di certificati aumentano le conversioni perché stimolano nell’utente un senso di riconoscibilità e fiducia. Questo caso studio dimostra il contrario. Il web designer Bradley Spencer ha voluto mettere alla prova il “potere della sicurezza” con immagini e badge nella sidebar di un sito promozionale a cui stava lavorando. Voleva vedere se c’era un legame tra il badge di sicurezza e il numero di persone che cliccavano sul pulsante “coupon”. Così, togliendo il badge di sicurezza ha sperimentato alcuni risultati sorprendenti. Questo è il sito prima di rimuovere il badge sicurezza: point1b E questo è il sito dopo averlo rimosso:

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I risultati?

In pochi giorni, il sito ha registrato un aumento del 400% nelle conversioni.

Le persone hanno cliccato sul link coupon quattro volte di più.

Stai utilizzando un badge sicurezza sul tuo sito? Allora prova a testare una pagina senza l’immagine associata e vedi cosa succede. Potresti stupirti.

Fonte: http://www.bradleyspencer.com/2010/5-surprising-lessons-from-user-testing/

2. Aumento del 115% di conversione grazie ad una landing page con un “copy alternativo”

Un buon copy è sempre una scelta vincente: “Content is King. E’ sempre importante puntare ad avere un copy che sia elaborato?  Un caso di studio del sito California Closets dimostra appunto il contrario. Dai un’occhiata a queste due pagine:point2

La versione B sembra migliore della versione A, non è vero? La “call to action”  sembra essere più forte.

I risultati dei test hanno però rivelato che la versione A, seppur con un copy debole, ha avuto più successo, con un aumento del 115% sulle conversioni.

Come mai?

Pur essendo più debole in termini di testo e creatività , la versione A è stata progettata per essere pertinente con gli annunci PPC (pay per click) che hanno convogliato gli utenti sulla pagina.

Cosa ci fa capire questo comportamento?

Se un buon copy è un potente strumento di marketing, non bisogna mai dimenticare l’importanza di essere pertinenti con quello che stiamo vendendo.

Pensa alle tue fonti di traffico.

La tua landing page è coerente con quello che i tuoi potenziali clienti vedono prima di atterrarci sopra?

Fonte: http://whichtestwon.com/archives/17969

3. Aumento del 38%  nelle conversioni ottimizzando il copy del pulsante della call to action

Quando vogliamo ottimizzare le conversioni, è facile prestare attenzione agli elementi in apparenza più importanti su cui tutti si concentrano: i titoli, i sottotitoli, le immagini e il copy.

Ma per quanto riguarda gli altri dettagli che spesso trascuriamo come, ad esempio, il pulsante della call to action?

Benché possa sembrare una cosa di poco conto sulla quale concentrarsi, se paragonata ad altre potenziali modifiche, migliorare il pulsante della call to action può portare a risultati incredibili.

Michael Aagaard ha verificato un fenomeno particolarmente interessante: è riuscito a realizzare un aumento del 38,26% delle conversioni di una landing page semplicemente modificando il copy del pulsante “richiedi informazioni” in “ottieni informazioni”.

Aagaard sostiene, quindi, che concentrandosi di più su ciò che il cliente può  ottenere (rispetto ad evidenziare le azioni che deve effettivamente svolgere), è possibile realizzare  un aumento nelle conversioni compreso tra il 5% ed il 200%; tutto ciò semplicemente modificando le parole utilizzate. 

Questo semplice esempio mostra quanto sia importante saper trasmettere benefit al proprio cliente, anche tramite il pulsante della call to action.

Per ottimizzare il tuo copy, ti basta quindi riflettere su ciò che il tuo cliente si aspetta dalla tua offerta: che cosa sta cercando quando clicca su quel pulsante?

Una volta capito questo, agisci di conseguenza.

Sei ancora alla ricerca di nuovi modi per rafforzare il copy per migliorare la tua “call to action”?

Fonte: http://contentverve.com/how-changing-1-word-in-the-call-to-action-generated-a-38-26-lift-in-conversions/

4. Aumento dell’80% nelle registrazioni grazie alla riduzione delle distrazioni

E’ molto facile cadere nella convinzione che un design accattivante incrementerà le conversioni, ma ciò non è sempre vero. Quale di queste due landing page  pensi abbia un miglior tasso di conversione?

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Se hai scelto la versione B, hai indovinato.

Benchè la versione A sembri più accattivante e creativa, ha avuto ben poco da competere con l’efficiente e diretta struttura della B, i cui tre punti elenco rendono i benefit di più facile lettura, catturando l’attenzione  del visitatore e trasmettendo rapidamente i valori ed i significati più importanti.

Quindi, cosa possiamo imparare in questo caso?

Cerchiamo di non essere eccessivamente artistici con il design: ricordiamoci di puntare alla semplicità, rendendo il tutto visivamente immediato ed orientato al nostro obiettivo.

Fonte: https://whichtestwon.com/test/which-page-got-89-8-lift-in-free-account-signups/

5. Aumento del 57% dei lead grazie ad un menù a tendina point5 In questo caso parliamo di un test che è stato svolto sul sito web della società immobiliare “Casa Mineira”.

Questo test non vuole assolutamente ribellarsi alla provata efficacia del marketing classico, ma ha generato un importante incremento nelle conversioni tramite un unico, semplice cambiamento.

L’obiettivo principale del test era misurare il numero di sottoscrizioni in relazione ad ogni modifica di particolari componenti della landing page e, grazie alla semplice introduzione di un menù a tendina, l’azienda ha potuto godere di un aumento del 57.25% dei lead.

Un cambiamento che si è dimostrato vincente in quanto mostrava ai visitatori un semplice percorso da seguire, a differenza della casella di ricerca standard, dove i visitatori dovevano essere sicuri di ciò che stavano cercando e avevano illimitate parole chiave per la ricerca.

Questo dimostra che fornire troppe opzioni può danneggiare le conversioni. Del resto avevo già trattato l’argomento, specifico per gli e-commerce, e spiegato come una diminuzione dell’offerta può portare ad un aumento delle vendite.

Un altro esempio?

Prendiamo questo studio del New York Times che è stato condotto per testare l’influenza delle scelte e delle opzioni sul processo di acquisto.

Durante una fiera alimentare californiana erano disponibili 24 diversi gusti di marmellata. Il 60% dei visitatori ha richiesto di assaggiarli, ma soltanto il 3% ha deciso effettivamente di acquistare un barattolo. Nella giornata in cui erano disponibili solamente 6 sapori , solo il 40% delle persone si è fermato per assaggiare, ma ben il 30% di essi ha effettuato un acquisto.

Un aumento del 600% della marmellata venduta.

In questi casi di più” non è sempre “meglio”, vero?

Fonte: https://vwo.com/blog/split-testing-standard-search-box-drop-down-search-increased-leads/

6. Aumento del 304% nelle conversioni grazie allo spostamento del copy relativo alla call to action

Recentemente diversi studi hanno dimostrato che il contenuto “above the fold” (letteralmente”sopra la piega”, la parte di un sito o di una pagina di destinazione che è visibile senza dover scorrere verso il basso) attrae l’80% dell’ attenzione del consumatore.

Ha quindi senso per i marketer pensare a questo fenomeno come ad un valido motivo per mettere le proprie value proposition e call to action nella parte maggiormente visibile della finestra.

Questa procedura non porta però sempre a risultati ottimali.

Michael Aagaard è riuscito ad ottenere un aumento del 304% nelle conversioni semplicemente spostando la call to action “below the fold” (al di sotto della piega).

Aagaard sostiene che ciò è causato da una correlazione diretta tra la complessità di un prodotto e la posizione della call to action sulla pagina di destinazione. Tale fenomeno è abbastanza simile alla regola della lunghezza del copy:

Più costoso e più complesso è il prodotto, più dettagliato dovrà essere il  copy.

E, di conseguenza, più costoso e più complesso è il prodotto, più in basso dovrebbe essere la tua call to action.

Fonte: http://contentverve.com/how-moving-the-call-to-action-below-the-fold-generated-a-304-lift/

7. Aumento del 100% dei lead grazie al prezzo visibile sulla landing page

SafeSoft Solutions è un sito e-commerce che sviluppa prodotti per i contact center che si occupano di assistenza clienti.
L’azienda ha deciso di verificare l’effettivo impatto che comporta la presenza del prezzo dei servizi forniti sulla landing page del proprio sito. Ha scelto, quindi, di effettuare un A/B test utilizzando una pagina in cui il prezzo era esposto ed una pagina senza prezzo.

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La maggior parte delle persone potrebbe pensare che la pagina senza indicazioni di prezzo sia risultata migliore.

E’ stata invece quella con il prezzo ben visibile a causare un aumento del 100% della lead generation.

Il motivo?

Spesso le persone credono che un’azienda che non mostra il prezzo venda un prodotto particolarmente oneroso e, soprattutto, i visitatori che vogliono semplicemente ottenere informazioni temono di dover necessariamente parlare con un venditore, o, ancora peggio, affrontare un tentativo di vendita.

Questo test rivela come mostrare il prezzo possa effettivamente agire a tuo favore: rimuove i dubbi e le domande e mostra ciò che una persona deve spendere per un dato prodotto o servizio.

Fonte: https://vwo.com/blog/prominent-price-display-increases-leads-generated-by-100/

8. Aumento del 102% nelle interazioni dopo la rimozione della “Social proof”

Un presupposto di marketing piuttosto diffuso si basa sulla convinzione che le persone cerchino l’approvazione degli altri prima di acquistare un prodotto. Ciò ha fatto nascere la convinzione che l’acquisto sia una vera e propria dimostrazione di appartenenza sociale (la cosiddetta “social proof”) e ha fatto considerare tale metodologia di comportamento come best practice.

Ciò nonostante, quando Derek Halpern ha eseguito il test sulla sidebar del sito diythemes.com, i risultati sono stati decisamente  sorprendenti: contrariamente a quanto previsto dalla best practice, la social proof ha curiosamente ostacolato le conversioni. point8Rimuovendo la social proof infatti, le conversioni sono aumentate del 102,2%.

In che modo la social proof può aver ostacolato il tasso di conversione?

Secondo Halpern possono esserci due principali ragioni:

  • la social proof provoca distrazione, complicando il processo di engagement dell’utente
  • i numeri portati a dimostrazione del fenomeno di social proof non sono ritenuti adeguatamente significativi per l’utente.

La prima teoria risulta essere quella maggiormente valida: guardando la figura sopra riportata, le versioni che contengono la social proof sembrano più articolate, non credi?

Fonte: http://diythemes.com/thesis/increase-conversions-split-testing/

Conclusioni
Gli A/B Test sopra riportati hanno evidenziato risultati interessanti: anche se qualcosa è considerato come best practice non è detto sia necessariamente la strategia migliore per te! Quindi, non smettere mai di fare gli A/B Test per scoprire cosa funziona meglio per il tuo business.

Hai mai eseguito A/B Test che ti hanno portato a risultati significativi e che non immaginavi nel tuo business?

Articolo liberamente tradotto grazie alla collaborazione con KissMetrics.
Versione originale in Inglese: 8 A/B Split Tests That Made Shocking Discoveries
Andrea Cannizzaro

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