A partire dal 1° Luglio 2021 entreranno in vigore nuove regole IVA in tema di commercio elettronico (Direttive 2017/2455/UE e 2019/1995/UE).

Le nuove regole riguarderanno soprattutto la vendita in ambito UE di beni fisici o virtuali (ad esempio è inclusa anche la vendita di e-book, film, software, ecc…) verso i consumatori finali. In vista di questo importante aggiornamento è fondamentale preparare la propria azienda a questo nuovo scenario, soprattutto per quanto riguarda la vendita online.

Con questo articolo vogliamo cercare di spiegarti, nel modo più semplice possibile, cosa cambierà a partire dal 1° Luglio e quali saranno gli eventuali aggiornamenti che dovrai pensare per il tuo eCommerce.

Iniziamo con illustrarti come funziona ora (cioè come funzionerà fino al 30 Giugno 2021) il regime IVA applicato alla vendita di beni fisici (o virtuali) a consumatori finali residenti in un paese dell’UE diverso da quello del tuo eCommerce.

Quando il fatturato annuo di un eCommerce derivante da clienti di paesi UE supera una certa soglia (soglia che oggi è diversa per ogni paese), il negozio online deve registrarsi presso l’autorità fiscale del paese dove fornisce i prodotti e pagare le tasse secondo le aliquote di quel paese.

Se questo fatturato invece non supera questa soglia allora si applica l’IVA del paese di provenienza dell’eCommerce.

Quali sono i problemi di gestione del sistema attualmente in vigore?

Si tratta di due problemi fondamentali:

  • le aliquote IVA sono differenti per ogni paese UE
  • le soglie di fatturato individuate sono differenti per ogni paese

L’entrata in vigore delle Direttive 2017/2455/UE e 2019/1995/UE hanno quindi un obiettivo di semplificazione fiscale che si traduce in:

  • unificazione della soglia di fatturato per tutti i paesi UE
  • semplificazione dei processi

Cosa succederà a partire dal 1° Luglio 2021?

Come abbiamo indicato, l’obiettivo di queste direttive UE è quello di semplificare i procedimenti fiscali in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Riguardo alle vendite interne all’Italia e alle vendite nei confronti di clienti extra Ue, tutto resta invariato. Pertanto le modifiche apportate dall’entrata in vigore di queste nuove direttive ha valore solo per i beni venduti ai consumatori finali (B2C) residenti in altro paese UE diverso da quello di appartenenza dell’eCommerce.

Vendita nei confronti di Consumatori Finali di altro Paese UE

Vediamo insieme, per punti, quali sono le principali novità introdotte dalle direttive UE:

  • Ai fini dell’IVA, nell’ambito della vendita a distanza, riguardo almeno all’operazione di vendita tipica, viene soppressa la distinzione tra beni NON sottoposti ad accisa e beni sottoposti ad accisa.
    Prodotti sottoposti ad accisa – Per i beni soggetti ad accisa, il luogo di tassazione va sempre individuato nel Paese di destinazione, quando il trasporto è effettuato dal fornitore o per suo conto;
  • Vengono soppresse le soglie di fatturato variabili per Paese e viene identificata un’unica soglia comunitaria (valida quindi per tutti i Paesi UE) di €10.000 / anno (comprensiva sia della cessione di beni fisici che di beni virtuali);
  • Viene introdotto il regime speciale OSS (One Stop Shop) tale regime è facoltativo. Nulla vieta che un’impresa decida di continuare ad operare tramite le posizioni IVA aperte nei singoli Paesi UE. Si tratta di un sistema informativo per gestire l’IVA delle varie vendite effettuate a consumatori stabiliti nei vari paesi appartenenti all’UE senza doversi identificare in ognuno di essi. Questo è sicuramente un aspetto che semplifica i processi proprio grazie alla sua semplicità ed economicità. Inoltre i corrispettivi OSS NON entrano nella dichiarazione IVA nazionale;
  • Viene stabilito che al fine di identificare il Paese di residenza del consumatore finale è possibile far riferimento all’indirizzo di consegna del prodotto.

Lo step più significativo, in termini di semplificazione fiscale, è senza dubbio l’individuazione della soglia di fatturato unica uguale per tutti i Paesi UE. Superata la soglia di fatturato unica impostata appunto a 10.000€, nel corso dell’anno, le operazioni già eseguite nel periodo anteriore al superamento si intendono effettuate nello Paese di origine, quindi tutte queste operazioni saranno soggette all’imposta di origine. L’imposta verrà applicata secondo il principio di destinazione soltanto a partire dalla cessione cha ha determinato il superamento della soglia.

Fatturazione Attiva per le Imprese in Regime OSS

Per ridurre gli oneri per le imprese che si avvalgono del Regime speciale per le vendite a distanza intracomunitarie (OSS-UE) è stato valutato opportuno eliminare l’obbligo di emettere fattura per le operazioni effettuate nell’ambito del regime. Considerato che il rispetto delle regole di fatturazione di tutti gli Stati membri in cui si effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi è stato valutato molto gravoso, al fine di ridurre al minimo gli oneri a carico delle imprese, è stato fissato il criterio per cui, nel caso in cui sia emessa fattura, le norme in materia di fatturazione devono essere quelle applicabili nello Stato membro di identificazione del fornitore/prestatore che si avvale dei regimi speciali.

Cosa cambia per il tuo eCommerce se vendi in Paesi UE diversi dall’Italia?

La semplificazione delle procedure fiscali ai fini IVA per le vendite B2C verso altri Paesi UE, soprattutto attraverso l’identificazione di una soglia di fatturato unica e specifica, sicuramente comporterà delle implementazioni tecniche da apportare al tuo eCommerce, se il tuo mercato di riferimento non è solo quello nazionale.

La prima modifica che vogliamo suggerirti è quella di automatizzare il processo di presentazione dei listini prezzi, secondo le aliquote IVA dei Paesi UE ai quali rivolgi le tue vendite. Questa automazione ti darà il vantaggio di poter mostrare all’utente il prezzo finale del tuo prodotto sulla base del suo Paese di residenza, basandoti sull’indirizzo di consegna.

Nelle prossime settimane approfondiremo invece tutti gli aspetti fiscali più operativi che sarà necessario mettere in campo con l’entrata in vigore di queste nuove direttive UE.

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Andrea Cannizzaro

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