Realizzare un progetto di e-commerce significa non solo decidere con attenzione quali prodotti e servizi vendere, ma anche progettare la piattaforma di ecommerce, pensare all’adozione di un gestionale, alle questioni legate al magazzino, alla promozione, al personale, alla logistica, ai diversi fornitori… Per non parlare poi degli aspetti legali, fiscali… Se poi hai deciso di vendere in diversi Paesi europei o aprire al mercato internazionale le questioni da affrontare si moltiplicano.

Dato che è buona norma realizzare un business plan anche quando si sviluppa un progetto di commercio online, diventa semplice individuare le voci di investimento.

Vediamo quindi come dividere il budget web a disposizione.

Le macro voci di costo che compongono la nostra lista di investimento sono:

  • Tecnologia: l’acquisto o lo sviluppo o l’adozione di una piattaforma di e-commerce, il web design e il servizio di hosting (manteniemnto della piattaforma e servizi correlati).
  • Supporto, assistenza, manutenzione: formazione, help desk di primo livello, assistenza tecnica e manutenzione evolutiva sull’applicativo ele funzionalità.
  • Promozione: investimenti in web marketing come pubblicità sui motori di ricerca, attività di indicizzazione, social media marketing, content marketing…

Le esigenze tecnologiche sono solitamente il punto che un imprenditore mette, nella sua lista di priorità, alla voce numero uno!

Pur essendo la tecnologia un aspetto fondamentale del progetto, dato che l’ecommerce spesso è l’unica presenza del brand sul web, non deve diventare la voce principale di costo.

Come risparmiare sulla tecnologia pur scegliendo prodotti e servizi di eccellenza.

Le piattaforme tecnologiche per costruire ecommerce, si sono evolute così in fretta negli ultimi anni, che oggi è impossibile non trovare la propria soluzione.

Come per tutti i software, anche le piattaforme web per l’ecommerce, hanno caratteristiche comuni ad un CMS per siti web con in più una parte di processo di acquisto ed un backend gestionale più o meno completo e funzionale, a seconda della piattaforma.

Esistono anche qui le due famiglie rivali: le piattaforme per l’ecommerce “chiuse” o proprietarie sulle quali non mi dilungherò per evitare di citarne solo alcune non rappresentative della categorie e quelle Open Source.

Le piattaforme per l’ecommerce Open Source godono oggi di una grande diffusione anche grazie agli sforzi che le rispettive community sostengono, in termini di codice sviluppato e testato, di nuove funzionalità di tendenza, di temi grafici, plugin e servizi correlati.

Tra le più diffuse cito: Prestashop, Magento, Open Cart e il plugin woocommerce per WordPress.

Oltre ai software classici, esistono una varietà di servizi online che in pochi minuti ti consentono di configurare il tuo negozio e iniziare a vendere senza dove pensare agli aspetti di primo startup tecnologico: Shopify, Prestabox, Blomming, Etsy, tutti diversi e a loro modo particolari, le cui caratteristiche ti racconterò in un altro post.

Grazie alla varietà e disponibilità di risorse Open Source, quindi fruibili gratuitamente e di servizi a costi contenuti, ritengo che l’investimento in tecnologia per un progetto di ecommerce non debba superare il 18 – 20% del budget web a disposizione per il primo anno.

La tendenza errata invece, è quella di concentrare le proprie energie e la maggior parte degli investimenti per il primo anno, su una grafica super personalizzata, su modifiche tecniche alla piattaforma che sono più un vezzo che un’utilità, arricchire il software con gli ultimi ritrovati in termini di plugin e con numerose integrazioni, spesso complesse, costose e a volte inutili in una fase iniziale.

Il rischio è quello di affrontare extra costi imprevisti in corso di progetto e di dover erodere il budget dedicato alla promozione, che dovrebbe essere l’80% dell’investimento previsto per il tuo progetto di ecommerce, oltre che l’argomento principale di discussione prima, durante e dopo la messa online.

Fare promozione vuol dire vendere.

Il risparmio sull’aspetto tecnologico, infatti, non deve essere visto come un minor costo, bensì come un maggior budget da investire nell’altra macro voce di un progetto ecommerce: la promozione.

Fare promozione di un e-commerce significa pensare e realizzare azioni di web marketing. A seconda del prodotto delle stagionalità, della tipologia di utenti e dei profili target, possono essere attivate azioni di content marketing, come l’apertura di un blog integrato che spieghi i benefici dei prodotti o dei servizi, che racconti casi di soddisfazione di chi ha a comprato e utilizzato i prodotti e servizi dell’azienda, che faccia storytelling positivo e crei buzz; attività di social media marketing affinché il processo di comunicazione e di passaparola possa raggiungere facilmente masse di utenti che si ritrovano naturalmente in network sociali per motivi di svago, fare amicizia, informazione, confronto su prodotti o fare business; attività di ottimizzazione del sito e dei testi per i motori di ricerca (SEO) affinché le schede siano bene indicizzate e facilmente ricercabili, attività di advertising e in particolare di keyword advertising per chi fa ricerche e confronti.
La promozione per un sito di ecommerce inoltre dovresti averla decisa prima della messa online e il piano marketing deve coprire fino a 12 mesi dopo il break even, perché solo con un budget definitivo e con un piano strategico e operativo ben strutturato si possono ottenere i risultati e, quindi, valorizzare l’investimento sulla piattaforma tecnologica che deve esser visto come una commodity; se così non fosse scoprpirai ben presto di aver costruito un magnifico e scintillante centro commerciale in un deserto dove non solo non ci sono le persone, ma non arriva neanche una strada, non c’è l’elettricità e scarseggia l’acqua.[optin-cat id=”3229″]

Andrea Cannizzaro

Conosci qualcuno a cui puoi interessare? Condividi!