In un precedente contenuto, parlando della radio come strumento comunicativo da inserire in una strategia di marketing omnichannel (ah, se per caso ti fossi perso l’articolo te lo lasciamo qui sotto, dacci un’occhiata 😉 ), abbiamo introdotto il tema dello streaming, e quindi di Spotify.

Vedi l’articolo…

E se la Radio ti aiutasse a migliorare la tua strategia di marketing?

Perché Spotify può essere considerato l’El Dorado del marketing per i brand?

Perché è la più grande piattaforma di streaming musicale al mondo, che ha chiuso il terzo trimestre del 2020 con la bellezza di 320 milioni di utenti attivi mensili, di cui 144 milioni di utenti abbonati a Spotify Premium e 176 milioni che utilizzano il piano gratuito. E’ un luogo unico ed ancora inesplorato dove poter raggiungere un bacino di potenziali nuovi clienti di così grande portata, utilizzando semplicemente la potenza del SUONO.

Come decidere la tipologia di advertising migliore per il tuo business su Spotify?

Innanzitutto partiamo col dire che esistono quattro formati differenti per sponsorizzare la tua attività su Spotify:

  • Audio: questa tipologia viene scelta per gli utenti che usufruiscono del piano gratuito, infatti durante la sessione di ascolto verrà riprodotto l’annuncio pubblicitario, con un banner display che, se cliccato, porterà l’utente sulla pagina di destinazione che hai scelto.
  • Video: anche in questo caso il formato è stato creato per la categoria di utenti che hanno scelto la versione gratuita e si differenzia per due modalità: la prima è identica alla precedente con la differenza che al posto dell’audio è presente un video, mentre la seconda offre agli utenti una sessione d’ascolto di 30 minuti con al termine la visione dell’annuncio pubblicitario.
  • Display: soluzione più classica che consente l’introduzione di banner overlay (in genere, si presenta come un annuncio testuale inserito in una banda trasparente posta in sovraimpressione sul bordo superiore o inferiore dell’applicazione) sulla home page per quanto riguarda le versioni desktop e web app.
  • Sponsorship: è la possibilità, attraverso le Sponsored Playlist, di associare il nome del tuo brand a quello di una playlist di proprietà di Spotify, con annessi spazi pubblicitari all’interno della stessa. Sai chi è stata la prima azienda italiana ad utilizzare questo strumento? No? Bene, te lo sveleremo tra poco 😉

Oltre a Spotify Advertising, gli ideatori del colosso svedese, hanno immaginato, e successivamente ideato, una piattaforma che garantisce totale libertà comunicativa ad ogni azienda: Spotify Ad Studio.

Oggigiorno ogni pubblicità audio che interrompe un brano è prodotta direttamente da Spotify, con Spotify Ad Studio tutto ciò verrà rivoluzionato dando la possibilità ad ogni singolo brand di ideare e produrre la propria comunicazione.

Parliamo al futuro perché in questo momento Spotify Ad Studio non è ancora disponibile in Italia, arriverà a breve ma già da ora è possibile iscriversi alla lista d’attesa per essere informati nel momento in cui verrà attivato il servizio.

Come funzionerà Spotify Ad Studio?

Sarà molto semplice, ecco una rapida guida introduttiva:

  • Scelta dell’obiettivo
    come prima cosa bisognerà scegliere quale obiettivo perseguire. Al momento è possibile scegliere solo tra

    • aumentare la brand awareness del brand, oppure
    • promuovere un concerto o un contenuto musicale.
  • Scelta del target, posizionamento e budget
    secondariamente bisognerà scegliere il proprio target di riferimento in base all’età (dai 13 ai 65 anni o più), sesso, posizione geografica e comportamento musicale. Molto interessante è quest’ultimo aspetto; infatti, tramite l’individuazione di categorie di playlist, sarà possibile scoprire informazioni mirate come lo stato d’animo dell’utente. Per esempio un utente che ascolta regolarmente la playlist “Training Motivation”, sarà potenziale cliente per quei brand improntati alla salute, all’attività fisica, allo sport ecc. Dopo la scelta del target avverrà quella del posizionamento (IOS, Andrioid o desktop) ed infine la scelta del budget (con una spesa minima attuale per gli inserzionisti di 250$); il budget verrà distribuito automaticamente dalla piattaforma in base alla tempistica fornita precedentemente.
  • Creazione dell’annuncio pubblicitario
    l’annuncio pubblicitario comprenderà un file audio di 30 secondi, un’immagine di copertina, un titolo per la campagna e l’url riferito alla pagina di destinazione. Oltre alla creazione totalmente libera da parte del brand, ci sarà anche la possibilità di inviare lo script del messaggio pubblicitario ed utilizzare la voce preimpostata di Spotify.

Ecco alcuni esempi di brand che utilizzano Spotify come canale comunicativo e di advertising!

Un settore che ha deciso di buttarsi a capofitto sulla piattaforma Spotify, utilizzandolo come mezzo comunicativo per raggiungere i propri utenti o potenziali clienti è quello del fashion.

L’idea è stata quella di rimanere vicini ed uniti alla propria community in un momento, come l’attuale, in cui “restare vicini” è decisamente complicato.

Spotify utilizzato come strumento per condividere un messaggio, la scelta da parte del brand di immedesimarsi in determinati brani scelti appositamente, in modo tale da legarsi intimamente con l’utente. Un messaggio forte e allo stesso tempo semplice.

Maison McQueen

Con l’impossibilità di partecipare fisicamente alle sfilate, la maison McQueen, tramite il suo compositore John Gosling, ha creato il progetto #McQueenMusic, in cui viene stilata una selezione di brani all’interno della playlist del brand, in modo da poter rivivere virtualmente quegli istanti unici delle loro sfilate.

Gucci

Per sponsorizzare la sua fragranza “Mémoire d’une Odeur”, Gucci, ha creato una serie di playlist, tutte riguardanti una decade precisa (dagli anni ’70 a quelli ’00), in modo da far immedesimare in maniera differente e personale i propri consumatori.

Solo il settore del fashion ha creduto nel colosso musicale? Assolutamente no!

Barilla

Barilla ad esempio ha creato le sue “Playlist Timer”!

Consiste nella creazione di una serie di playlist riguardanti una tipologia di pasta ben precisa, con all’interno una selezione di brani (scelti dal brand italiano) della durata totale della cottura della pasta. Un modo simpatico per creare curiosità all’utente e fidelizzarlo.

Mulino Bianco

Tutto qua?
Allora ti sei scordato della promessa di prima! 😉

La prima azienda italiana a creare una strategia comunicativa attraverso Spotify è stata la Mulino Bianco. Come? Utilizzando lo strumento della Sponsored Playlist!

Ha acquistato spazi pubblicitari delle playlist “Il caffè del buongiorno” e “Una carica di espresso”, in cui ha lanciato la sua campagna #laprimacosabella.
Un modo diretto ed emozionale per raggiungere e coinvolgere il proprio target.

L’audio nel digital marketing

I contenuti audio, seppur non siano letteralmente esplosi prima d’ora, hanno gradualmente ottenuto il consenso del pubblico nel corso degli anni. Pensiamo, ad esempio, all’incredibile successo degli audiolibri, che hanno aumentato la fruizione dei volumi da parte degli italiani, popolo poco abituato alla lettura ma evidentemente propenso all’ascolto.

O ancora, pensiamo ai podcast: secondo un’indagine Nielsen gli italiani che hanno ascoltato almeno un podcast nel 2020 sono stati 13,9 milioni, 1,8 milioni in più rispetto all’anno precedente, con un aumento del 15%.

Il successo dei contenuti audio è presto spiegato: sono facilmente fruibili, anche da chi conduce una vita frenetica e non ha il tempo di sedersi e leggere un chilometrico post su un blog, scorrere l’intero feed di Instagram o guardare un video di oltre dieci minuti.

Le aziende che decideranno di raccontarsi ai consumatori tramite gli audio, invece che utilizzando strumenti convenzionali quali post scritti, attireranno sicuramente un pubblico più ampio.

Senza contare che un contenuto audio potrebbe attrarre particolari fasce di pubblico che non hanno purtroppo accesso ai contenuti visivi. Non si tratta, dunque, soltanto di utilizzare un mezzo nuovo ed alternativo per raggiungere il consueto pubblico, ma di puntare addirittura all’inclusività.

Perché la pubblicità audio digitale è importante

I numeri sopra descritti mostrano l’assoluta popolarità dell’audio digitale. Oltre ai crescenti tassi di ascolto che questo settore vede, ci sono molti vantaggi nell’incorporare la pubblicità audio digitale nella tua strategia di marketing.

Raggiungi i consumatori dove sono

Gli annunci radiofonici tradizionali fanno molto affidamento sul raggiungimento dei consumatori mentre sono alla guida della loro auto. L’audio digitale incontra i consumatori ovunque si trovino: in palestra, camminando per andare al lavoro, di corsa, lavorando da casa e in tanti altri luoghi. Durante il giorno, ai consumatori vengono offerti annunci mentre guardano lo schermo e la televisione; l’audio digitale colma il divario quando i consumatori non guardano i propri dispositivi ma continuano ad ascoltare contenuti con potenti annunci solo audio.

Raggiungi il target

La pubblicità audio digitale combina la portata degli annunci radiofonici tradizionali con il targeting strategico del pubblico della pubblicità digitale. Sono finiti i giorni in cui mandavi il tuo messaggio su una stazione radio, sperando di raggiungere il pubblico desiderato. La pubblicità audio digitale ti consente di raggiungere il tuo pubblico con un targeting mirato per un pubblico strategico, prendendo in considerazione vari aspetti come pertinenza contestuale, comportamentale, per tipo di dispositivo, geografica e persino per genere musicale.

Spesa strategica per i media

I professionisti del marketing realizzano rapidamente il rapporto costi-benefici della pubblicità digitale. Attraverso un’analisi, i brand possono essere sicuri che gli annunci audio raggiungano il pubblico desiderato e con il messaggio giusto al momento giusto.
Consente inoltre l’uso dell’ottimizzazione creativa dinamica (DCO+) per adattare alcuni elementi di un annuncio audio, come una voce fuori campo, colonna sonora o un invito all’azione, in tempo reale in base alle informazioni sull’ascoltatore. Queste funzionalità programmatiche consentono di creare messaggi altamente mirati, che migliorano le esperienze pubblicitarie e rendono più efficaci le campagne.

Costo

C’è un ulteriore vantaggio che l’audio ha per i marketers che cercano di ridurre i loro costi. Sebbene audio e video abbiano vantaggi e casi d’uso unici per i brand, l’utilizzo dell’audio non deve essere sottovalutato. Se un inserzionista sta cercando di entrare nello spazio pubblicitario video ma sa di non avere il budget per farlo, l’audio è un ottimo trampolino di lancio. Il costo per creare e produrre gli annunci è inferiore a quello del video, e ci sono ancora vantaggi strategici da ottenere dagli annunci audio digitali.

Ottimi tassi di coinvolgimento dei clienti

Infine, molti inserzionisti optano per gli annunci pubblicitari digitali a causa del coinvolgimento stellare e dei tassi di ascolto. Gli annunci audio non sono facilmente ignorabili e sono facilmente digeribili poiché gli ascoltatori ascoltano (o interagiscono) solo con un annuncio audio alla volta. Midroll Media ha scoperto che il 55% degli ascoltatori di podcast ha effettuato un acquisto dopo aver ascoltato un annuncio audio di un podcast. Le capacità di targeting del pubblico abbinate a un posizionamento degli annunci di facile utilizzo creano uno scenario perfetto per gli inserzionisti per lasciare un’impressione duratura sui consumatori.

I Trend della pubblicità audio

Pubblicità audio interattiva – SMART Speakers

L’interattività è una tendenza chiave che guida la crescita della pubblicità audio digitale. Grazie alla rapida adozione di altoparlanti intelligenti combinata con una tecnologia innovativa, i brand possono ora incoraggiare gli ascoltatori a reagire agli annunci utilizzando i comandi vocali e ad agire immediatamente. Oltre a rendere gli annunci più accattivanti, questo livello di interattività migliora le prestazioni abbreviando il percorso verso la conversione e consente di misurare con maggiore precisione l’efficacia degli annunci audio.

Audi, ad esempio, ha lanciato una campagna audio interattiva a Londra con la piattaforma pubblicitaria programmatica AdTonos. È stata la prima volta che una campagna audio interattiva è stata trasmessa su radio commerciali su altoparlanti intelligenti e ha permesso agli ascoltatori di reagire agli annunci con un comando vocale per prenotare un test drive o trovare un rivenditore locale. Allo stesso modo, Berocca ha recentemente lanciato una campagna audio interattiva che ha permesso agli ascoltatori di utilizzare Amazon Alexa e semplici comandi vocali per ottenere maggiori informazioni sulle sue compresse effervescenti di vitamine e minerali o per ordinarle per la consegna a domicilio.

Il boom del podcast

La tipologia di digital audio attualmente più redditizia: come testimoniato da alcune ricerche il 55% degli ascoltatori abituali di un podcast ha dichiarato di aver effettivamente comprato qualcosa dopo averne sentito parlare in un podcast. Questo conferma che il pubblico di questo genere di contenuto è abbastanza coinvolto e ricettivo, e che l’audio può generare conversioni.

Secondo la ricerca IPSOS 2020, il 30% degli italiani ha ascoltato podcast nell’ultimo mese con un tasso di crescita del +4% rispetto al 2019. In numeri assoluti, tutto ciò si traduce in circa 8.5 milioni di ascoltatori mensili di podcast in Italia.

Il podcast ha fatto così registrare il tasso di crescita più elevato nell’ambito dei digital audio, seguito da audiobooks e musica on-demand.

Qual è il profilo degli ascoltatori di podcast?

Gli ascoltatori di podcast sono sempre più giovani, ma si consolida anche la presenza di professionisti:

  • 52% giovani ( <35 anni)
  • 22% laureati
  • 19% studenti
  • 10% professioni elevate

Gli ascoltatori di podcast sono dunque caratterizzati da profili socio-culturalmente qualificati.

Conclusioni

Sì tutto bello, ma: la pubblicità viene davvero ascoltata? Non è una perdita di tempo e soprattutto di denaro?

Da un’analisi fatta sugli utenti di Spotify, il 75% di essi rivela che la pubblicità non è un problema su un servizio reso gratuito ed il 47% ha anche affermato che gli annunci sono meno invadenti rispetto alla radio. Essendo annunci personalizzati ad un determinato target e dalla breve durata (da 15/30 secondi), non creano fastidio ed insofferenza all’ascoltatore. Grazie all’utilizzo di un solo senso e la possibilità di essere multitasking, il soggetto, anche se indirettamente, verrà “colpito” dalla tua comunicazione. Più la comunicazione sarà pertinente al tua target e maggiore sarà la possibilità di attrarre direttamente l’utente.

Pensa: se in media un utente utilizza 18 ore della settimana per ascoltare la musica e la piattaforma mondiale di riferimento per lo streaming musicale è Spotify, il cui utente medio è rappresentato dalla Generazione Z e Millennials, e cioè il tuo potenziale consumatore del futuro…beh, io alzerei al massimo il volume e mi lancerei al grido “ROCK AND ROLL”!

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Andrea Cannizzaro

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